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STANZE (2004/2007)

progetto di Roberto Castello

fuori repertorio

coreografia COLLETTIVA

interpreti CATERINA BASSO, ROBERTO CASTELLO, ALESSANDRA MORETTI, STEFANO QUESTORIO, AMBRA SENATORE/BARBARA TOMA

live video GIACOMO VERDE

musiche SINISTRI, TU M’, AAVV

luci ROBERTO CASTELLO

costumi ALDES

organizzazione ALDES

con il sostegno di Mibac MINISTERO per i Beni e le Attività Culturali / Dip. Spettacolo, REGIONE TOSCANA / Sistema Regionale dello Spettacolo

durata 1 ora

“Stanze” è un programma concepito per ogni tipo di spazio, costituito di danze che provengono da diversi lavori della compagnia.
E’ una panoramica di piccole opere nate tra il 2003 e il 2005, lavori che partono da un’idea di coreografia come arte plastica, che quindi utilizzano i corpi per dare forma a idee senza mai costruire narrazioni e senza mai porsi come fine l’intrattenimento. Sono sculture mobili, spesso divertenti e assurde, che strapazzano la percezione del tempo e si propongono come se ognuna di esse dovesse durare all’infinito.
Giacomo Verde crea un secondo piano di visione agendo con una telecamera e un pc - dalla regia collocata sulla scena - rimandando in tempo reale su un fondale immagini e dettagli rielaborati dell’azione.

Renzo Francabandera - Aprile online.info - 19 ottobre 2009

"(...) Tutto godibilissimo davvero, intelligente, smarcante della fantasia. (...)"

Roberta Sanna – La Nuova Cagliari – 16 ottobre 2006

"(…) Le azioni che si susseguono nel palcoscenico sgombro di scene e quinte non cercano un inizio o una fine, ma accadono nel mentre, durante. (…) L'ironia graffia e smitizza. O sfiora la gag, come nella sequenza degli sposi al rallentatore. Spogliati, ridicolizzati da un iconoclasta che interviene da un'altra dimensione ad un altro tempo a mescolare indumenti e segni. Il fatuo ripetersi di pose ed espressioni glamour, posture pubblicitarie, smorfie, coinvolge nell'imitazione, sotto l'incalzare di uno zapping radiofonico. Oppure la staticità si alterna agli scatti. Grappoli nervosi di note e movimenti, musica frantumata e smagnetizzata dal silenzio. (…)"

Daniela Bruna Adami – L’Arena di Verona – 20 aprile 2005

"(…) un inedito lavoro di teatro-danza incentrato sul tema del tempo. (…) sembrano infatti delle stanze temporali, dentro le quali l’ingranaggio cronologico scandisce (e talvolta stritola) le azioni degli interpreti. (…) Stanze … si annunciava come una sperimentale scelta di quadri di diversi spettacoli della compagnia … , a formare un nuovo racconto teatrale fatto di episodi, come un filmino familiare. Bella e ironica la sequenza iniziale tratta da Non ama il nero, con il movimento rallentato degli sposi via via sempre più disfatti, altre sequenze invece inedite estratte da studi. Le stanze si susseguono senza una precisa logica, ma sempre con molta ironia. (…) un movimento capace di cambiare temperamento e velocità, di rallentare fino all’immobilità, di lavorare su quei dettagli che fanno la differenza. (…) Un plauso più che meritato agli interpreti."

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