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RITRATTO DI (creazione in progress 2017 - 2019)

progetto di ELENA PISU

primo studio: novembre 2017 / “Differenti sensazioni”, Officine Caos, Torino IT

in repertorio

coreografia ELENA PISU

con MICHELE DI ERRE e ELENA PISU

illustrazioni dal vivo MICHELE DI ERRE

disegno luci, materia, sonorizzazione ANDREA SANGIORGI

produzione ALDES e TIDA (2017, con il sostegno di Mibact e Regione Autonoma Valle d'Aosta)

con il sostegno di MIBACT - MINISTERO per i Beni e le Attività Culturali e del turismo / Direz. Generale per lo spettacolo dal vivo, REGIONE TOSCANA / Sistema Regionale dello Spettacolo

sostegno in residenza Officine CAOS, Torino // Workspace Ricerca X Research & Dramaturgy – Associazione Stand'Ort e Fondazione Piemonte Dal Vivo

durata 40 min.

“Ed effettivamente siamo al punto che a parlar di corpo ci si può chiedere, al fondo, che cosa esso sia, se questo mio pulsare di ossa e muscoli, se quella rete di connessioni sociali e valoriali, o ancora se la somma indefinita di tutte le rappresentazioni e i punti di vista sul mondo vissuto.”
(Francesco Marsciani)

Un corpo femminile si muove nello spazio mentre un pittore ne riproduce l'immagine: il dipinto si crea e si modifica davanti agli occhi di chi guarda.
Ritratto di è una serie di approcci tra corpo e rappresentazione, che accadono in tempo reale sulla scena. E' una conversazione tra un corpo in movimento e un paio di occhi che lo osservano e lo ritraggono.
La visione di un corpo prima che esso prenda forma, ancora massa confusa; l'affermazione di un corpo presente; la memoria del corpo e delle sue singole parti, la ricerca di come in ogni epoca l’iconografia abbia plasmato il corpo femminile nell’incarnazione di simboli a servizio del pensiero filosofico, del corpus sociale e della morale.
Quali simboli, quali icone si creano attraverso il corpo o si attribuiscono ad esso? Quali parti del corpo si trasformano in immagine sacra? La sacralità del corpo nella sua purezza e nella nudità. Il corpo femminile, vittima sacrificale al servizio della rappresentazione, le parti del corpo come sorgenti di simboli sacri. La danza non è che un’evoluzione dinamica tra innumerevoli icone, genera un unicum che è più della somma degli elementi e suscita reazioni non spiegabili a parole ma comprensibili al corpo stesso.
Ritratto di cerca di mettere in luce la natura mutevole del corpo, in potenza bambino, uomo, donna, trasformandolo in mappa del vissuto. Allo stesso tempo si interroga sullo scarto tra la percezione soggettiva e lo sguardo esterno: nel ritrarre il corpo nudo, il pittore propone una sua visione dell'immagine corporea, appropriandosene e modificandola. Corpo e ritratto occupano lo stesso spazio e si alternano nei ruoli di oggetto e soggetto, di modello e artefice, ponendo il pubblico di fronte a due immagini che hanno la medesima origine ma esiti dissonanti. Un invito a interrogare il nostro sguardo e la nostra capacità di generare significati a partire da ciò che vediamo: che cosa stiamo guardando? Come mutano le immagini che si riflettono nei nostri occhi?

 

Enrico Pastore – enricopastore.com – 14/11/2017

“... In Ritratto di Elena Pisu propone una riflessione interessante non solo sul corpo in movimento ma anche sullo sguardo che lo osserva. È un interrogativo interessante anche per la critica: cosa vediamo quando vediamo? Il già visto quanto influenza quanto vediamo nell’attimo fuggente dello spettacolo? Quanto la nostra visione modifica quello che realmente è in scena? La visione è una forma di tradimento dell’essere? Non c’è risposta o, per lo meno, ce n’è una per ciascuno. L’importante è averla posta. Un buon lavoro Ritratto di, ben strutturato nel suo incedere e nella sua drammaturgia che risulta sempre chiara in ogni suo passo.“

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