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NEL DISASTRO (2009)

parte VIII de IL MIGLIORE DEI MONDI POSSIBILI

progetto, regia, coreografia ROBERTO CASTELLO

in repertorio

interpreti CATERINA BASSO/MARTA BEVILACQUA, ROBERTO CASTELLO, CLAUDIA CATARZI, ALESSANDRA MORETTI, MARIANO NIEDDU/MARIO GHEZZI, STEFANO QUESTORIO, BARBARA TOMA/AMBRA SENATORE

disegno luci (debutto) GIANNI POLLINI

video e testi ALDES

materiali scenici e costumi GIULIA RONCUCCI

produzione ALDES

con il sostegno di MINISTERO per i Beni e le Attività Culturali / Direz. Generale per lo spettacolo dal vivo, REGIONE TOSCANA / Sistema Regionale dello Spettacolo

“Nel Disastro” è l'ottavo capitolo de “Il migliore dei mondi possibili”, quello dedicato alle vite degli individui. Di qui il titolo.
E' uno spettacolo corale che attraverso la danza, la voce e la parola da vita ad una surreale e grottesca rappresentazione delle tragedia individuale e del disastro collettivo di un tempo e di un paese sconcertanti.
Con autoironia feroce “Nel disastro” deride la fallocentricità dei rapporti. Attraverso un meccanismo di amplificazione di dati autobiografici e intimità svelate, gli interpreti danno vita, non a personaggi, ma alle ansie, inquietudini, fragilità, debolezze, desideri, inadeguatezze, dolore e nevrosi di questo tempo.
Una riflessione sul senso del vivere contemporaneo, o forse più esattamente, sulla sua assenza, strutturata in una sequenza di assoli intervallati da brevi scene collettive.
 

 

Andrea Porcheddu – Delteatro.it – 26 novembre 2009

"Se si dovesse trovare un'immagine, un simbolo, un oggetto che possa rappresentare al meglio questi anni bui di celoduristi e menefreghisti, di arrivisti e truffatori, di razzisti e picchiatori, di cocainomani e trans, di arroganti e volgarotti, non ci sono dubbi: cosa meglio del "cazzo" può incarnare e rappresentare questa situazione? Per Roberto Castello, che ha presentato al Teatro Era di Pontedera il nuovo capitolo di Il migliore dei mondi possibili, viviamo Nel disastro - questo il titolo del lavoro. È un disastro generalizzato e spiazzante, incontrovertibile e totalizzante: un disastro che proprio nel "cazzo" si rappresenta e si incarna, visto che attraversiamo un momento del "cazzo", e troppo spesso viviamo una vita del "cazzo". Questo quanto racconta lo stesso Castello, con tagliente ironia ... (...)”

Tommaso Chimenti - Hystrio - genn/marzo 2010

"(…) E’ una commedia pop disperata, esasperata, agitata dove si ride delle comuni mancanze, di quel baratro solcato, in quella perenne condizione di sconfitta e perdita d’identità e di autostima perché il modello da soddisfare e raggiungere è il supereroe. (...)"

Marinella Guatterini - Il Sole 24 Ore - 11 aprile 2010

"(...) questo storico pioniere della nuova danza italiana anni Ottanta,- si getta in una esilarante e freschissima descrizione verbal-movimentata dell'assolo che avrebbe voluto presentare, se le molteplici attività “altre” e spesso solo burocratiche, di lui - coreografo in un paese poco incline (è un eufemismo) a sostenere arti e cultura - glielo avessero consentito (...) (...) Sorprendenti le danze soliste femminili, ove si prova ad abbinare gli slanci del movimento, o le vibrazioni della stasi, a curiose smorfie e deformazioni facciali. (...) Invece l'esuberante esibizione di una sexy-svitata contemporanea, bramosa di tutto, il talk show in cui tre esperti “stile Amici” montano sul trono della loro ignoranza, interpretando le evoluzioni acrobatiche di una collega, e infine il racconto di una felicità di coppia regolata da funebre routine, sollecitano le corde del riso. (...)"

Simone Nebbia - TEATROECRITICA.net - 9 settembre 2010

"(...) Daniele ed Elvira mi portano a vedere Aldes, non ho mai visto nulla di Roberto Castello, lo ammetto. Elvira mi dice trattarsi di danza “un po’ più di Kataklisma un po’meno di Virgilio Sieni”, e ho capito meno di prima. Ma temo. Io con la danza mi prendo poco. E invece questo qui è teatro, ma non per dire non è danza quindi è altro, no no, è proprio il teatro punto e basta, è quell’emozione di raccordo, quello stupore a stare nello stesso posto e viversi qualcosa insieme, qualcosa che non credevi. Nel disastro il loro spettacolo, e infatti nel disastro esistono i loro corpi, la loro vibrante ironia. L’introduzione di Castello è gustosissima, la danza mi piace davvero molto quando fa cose serie ma non si prende così sul serio, quando c’è in gioco anche che il danzatore non è dio in terra ma un uomo come quelli che guardano. Ecco in questo tipo di rapporto mi pare che le emozioni siano più dirette. ... ...Lo spettacolo ha dalla sua soprattutto una delicatezza di tocco, una sapienza di dolcezza che diventa determinante ed efficace (...)"

Graziano Graziani - CARTA - 17 settembre 2010

"Tra il lavori più interessanti passati a Short Theatre – il festival romano appena concluso – c’è sicuramente «Nel disastro» di Aldes. La compagnia di danza contemporanea guidata da Roberto Castello ha dato vita a uno spettacolo corale veramente universale, che coniuga cioè parola e movimento così come fa con i temi del presente e i linguaggi della ricerca, con naturalezza e profonda capacità espressiva, che fa di «Nel disastro» uno spettacolo per ogni tipo di pubblico. Il filo conduttore è l’ironia, l’iperbole gustosamente grottesca che la compagna di Castello serve con precisione, mettendo in luce quelle crepe del vivere sociale, della relazione tra individui, delle derive narcisistiche dell’io che sono il panorama di macerie sulle quale ci troviamo a compiere il nostro cammino. L’effetto comico è a volte perfino dirompente (...) (...) E questa lettura “senza giudizio morale”, come afferma Castello, ma acuta nello sguardo e che si scioglie in risa, mostra allo spettatore la cappa asfittica del presente dandogli finalmente modo di respirare."

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