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IL PICCOLO DIARIO DI MALANNI + D. (2019)

narrazione con video e danza

progetto di e con GIACOMO VERDE
 

prima presentazione: 4-5 maggio 2019 – Carozzerie n.o.t., Roma

in repertorio

in scena GIACOMO VERDE

consulenza alla danza ROBERTO CASTELLO

produzione ALDES

con il sostegno di MIBACT - Direz. Generale per lo spettacolo dal vivo, REGIONE TOSCANA / Sistema Regionale dello Spettacolo

Tutto è iniziato quando mio fratello, informatore medico, mi ha regalato un quadernetto e una penna: gadget di promozione farmaceutica. Ho avuto l'idea di annotarci riflessioni e disegni sul tema delle malattie. Ho iniziato chiedendo agli amici di raccontarmi cosa si ricordavano di quando stavano male. Poi ho continuato annotando mie riflessioni e poi via via fatti e "malanni" che mi accadevano fino all'arrivo e alla cura di un tumore. Ho iniziato nel gennaio del 2012. Scrivevo e disegnavo mentre ero in viaggio.
Ne è venuto fuori un piccolo diario. Poi nel 2016 durante un happening artistico sul tema "mali" ho avuto l'idea di leggere il quaderno inquadrandolo con una videocamera, collegata ad un videoproiettore, e di commentarlo... è stato divertente, commovente e terapeutico: non mi aspettavo piacesse così tanto. Così è nata la prima versione del "Piccolo diario dei malanni".
Poi ho pensato che poteva nascere uno spettacolo dove anche il corpo (reale protagonista della narrazione) potesse esprimere le sue vicissitudini attraverso una danza. Anche perchè io non sono un danzatore.
Ho quindi chiesto agli amici danzatori di aiutarmi. Così infine è nata la personale danza che conclude la performance ma non la storia.
(G. V.)

recensioni >>>

Viviana Raciti - Teatro e Critica - 13/05/2019

Igor Vazzaz – Lo Sguardo di Arlecchino – 28/03/2019

Anna Monteverdi – Digital Performance – 15/01/2019

 

Viviana Raciti - Teatro e Critica - 13/05/2019

"Piccolo diario dei malanni: atto provocatoriamente semplice e dirompente nella sua forma, in grado di impostare una comunicazione delicata e contemporaneamente crudele, distaccata ed empatica com’è quella che riporta pensieri a un uso personale, intimo; un diario, appunto, redatto per se stessi e solo dopo per altri..."

Igor Vazzaz – Lo Sguardo di Arlecchino – 28/03/2019

“...Come sorride la platea, alle picaresche vicissitudini d’un artista che mai ha voluto “sistemarsi”, smarcandosi non tanto dal benessere, quanto dalla tossicità del successo, rifiutandone l’atteggiamento muscolare, violento, per cui o si è qualcuno o si muore... mai vorremmo che finisse: l’onda emotiva è impressionante. E non perché siamo tutti amici suoi, anzi: questo non è lui né su di lui. Da lui promana, per giungere, autentico miracolo, alla dimensione gorgonica della maschera, quel tutti e nessuno che solo il principio primo (e ultimo) del vero teatro, può lambire. ...”

Anna Monteverdi – Digital Performance – 15/01/2019

“...uno spettacolo davvero toccante, personale e prezioso... … Giacomo, uno dei principali artefici del movimento dell’artivismo digitale, annoverato nelle enciclopedie come uno dei pionieri della videoarte in Italia... il corpo diventa tutt’uno con lo spazio e recupera le proprie forze attraverso un respiro collettivo che elimina ogni separazione. La bellezza e la forza comunicativa di questo lungo momento di danza, inaspettato ed estatico, unisce il pubblico in modo profondo e autentico...”

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