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IL DUCA DELLE PRUGNE (2007)

VARIETA' DEL PIACERE

progetto di ROBERTO CASTELLO

fuori repertorio

regia e coreografia ROBERTO CASTELLO

musiche STEFANO GIANNOTTI, AA.VV.

light design GIANNI POLLINI

interpreti CATERINA BASSO, SILVIA BERTI, CLAUDIA CATARZI, CRISTIAN, CERRUTO, SARA DAL CORSO, ALESSANDRA MORETTI, MARIANO NIEDDU, TOMMASO PARISI, STEFANO QUESTORIO, AMBRA SENATORE, ROMINA UGUZZONI, IRENE VECCHIO

video ALDES

costumi ALDES in collaborazione con ALESSANDRA MARCHI

realizzazione scene ANDREA NATALINI

organizzazione SIMONA CAPPELLINI (2007)

produzione ALDES, SANTARCANGELO '07 International Festival of the Arts, Centrale FIES, L'ARBORETO - TEATRO DIMORA di Mondaino, IL GRUPPO LIBERO - Teatro San Martino

con il sostegno di Mibac MINISTERO per i Beni e le Attività Culturali / Dip. Spettacolo, REGIONE TOSCANA / Sistema Regionale dello Spettacolo

durata 2h ca.

Non capita spesso uno spettacolo durante il quale potersi abbandonare ai piaceri dei sensi, serviti, coccolati e intrattenuti da uomini e donne seducenti pronti a soddisfare ogni desiderio. Ne “Il Duca delle Prugne” capita. Pagando.

(è consigliato l'abito da sera)

La Stampa - Masolino d'Amico - 26 agosto 2007

“(...) Il tema della serata è (...) il piacere, del quale si sottolinea parecchio lo stretto rapporto col denaro, e il grande impegno della compagnia va nel coinvolgimento del pubblico, chiamato in causa in continuazione come certo a teatro non succede quasi mai.... (...) Ma poi e soprattutto c'è una serie di danze e balletti delle suddette ragazze, di solito scalze, in varietà di abbigliamenti neri, in assolo, in coppia o in gruppo: danze e balletti deliziosamente coreografati e spiritosamente eseguiti, pieni di invenzioni divertenti e mai ripetitivi, su musiche da Cole Porter in poi (...), irresistibili. E' in questa zona, vale a dire nella maggior parte delle due orette complessive, che il giovane ensemble forte di una quindicina di elementi sdrammatizza meglio, se non il feticcio del denaro (quello è troppo robusto), perlomeno quello dei luoghi comuni più scontati riguardo all'erotismo dozzinale ...”.

Lo Spettatore - Nicola Zuccherini - 27 agosto 2007

“... sorprendente performance che utilizza i mezzi dell'intrattenimento di sala e dell'avanspettacolo per realizzare un evento compiutamente teatrale. ... (...) il pubblico aderisce con entusiasmo ai proclami edonistici lanciati dal palco e intervallati da una tagliente satira contro il dominio del denaro e del possesso... È un lavoro che sembra raccogliere un cambiamento ormai in corso da tempo nelle modalità e nelle abitudini diffuse e inconsapevoli di fruizione dello spettacolo teatrale (...). Consumare pasti e bevande durante lo spettacolo, interagire con gli attori anche con il contatto fisico, vivere il dopoteatro nel teatro stesso non sono più novità da un pezzo: il merito di questo lavoro è nel trasformare questi nuovi usi (...) da inedite stravaganze, quali sono state finora, nella sostanza stessa dello spettacolo e infine di tutta la serata. Trovando peraltro immediata comprensione e completo apprezzamento in un pubblico ormai pronto a questo genere di cose e anzi, voglioso di incontrarne spesso. La bravura degli autori non è stata, perciò, solo nel pensare l'evento, ma anche nel mettelo in scena (e in sala!) usando gusto, levità, humour e finezza compositiva, senza volgarità ma anche senza iattanza intellettuale. Li aiutano anche gli interpreti con la loro carica e con la prontezza nel rispondere alle esigenze di una partitura variabile e incalzante. Un'esperienza da fare.”

Scanner.it – Tommaso Chimenti - 21 novembre 2007

“... Una banda d’attori, ballerini e performer si abbattono sulla platea, modellandola, plasmandola ai loro voleri. ... “Il Duca delle Prugne” fa star bene, fa respirare, senza affanni, senza assilli, senza pressioni. (...) non è soltanto un gioco, un lazzo imbonitore per concludere la serata. L’ironia pervade ogni parola, ogni passaggio che mantiene ritmo e calca e forza quando ce n’è bisogno. Stupirsi e “maravigliarsi” del prossimo numero. Niente di circense però. E’ gioco allo stato puro, essenza infantile da far male alle guance, da ruga fissa verticale sotto lo zigomo. Castello (...) ha progettato un impianto delizioso, delineando l’ambiguità che corre ormai tra il godimento ed il pagamento. ... Poi il gioco si fa hard. Ma con delicatezza e rispetto. Niente di squallido: siamo a teatro. Qui non si compra. Si prestano attenzioni. Quelle che fuori non puoi avere. (...) il pubblico ci sta, vuol giocare fino in fondo, vuole finire, raschiare in fondo al barile della sua prugna-card ... La regia è partecipe e puntuale, gli attori (...) non fanno calare d’intensità il sottile pizzico di follia (...). Il servizio più richiesto sono le coccole: c’è quella timida, la sensuale, l’avvolgente. Si possono avere baci, teneri e tenui, farsi fare una polaroid, avere uno svenimento. (...) il più desiderato, il più richiesto, sono state certamente le “siringhe d’autostima”. Uno spettacolo come questo è proprio una bella iniezione di fiducia. Voto 8”.

DUE n.10 supplemento di Sette Sere - Fabrizio Pasi - 10 marzo 2007

“Fin dal suo inizio “Il Duca delle Prugne” è uno spettacolo caustico, spiazzante, gradevolmente sgradevole. ...graffia resistendo alle tentazioni di qualunquismo, demagogia, retorica, ma anzi duramente, onestamente contro la ferocia dell'uomo verso il denaro, l'ostentazione, il benessere... il materialismo, in ultima analisi. ... Per palati raffinati e nel contempo forti e disincantati.”

La Repubblica XL - Mario Pellizzari - agosto 2007

“... divertente esperimento di night club in cui i camerieri/attori dopo aver servito al pubblico seduto ai tavoli drink, coccole, inezioni di autostima e "mancamenti" salgono sul palco esibendosi in stile avanspettacolo, per intrattenere, ma anche far riflettere, con un finale (irraccontabile qui) travolgente.”

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