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HO(ME)_project (nuova creazione 2018/2019)

un progetto di: GISELDA RANIERI, ANNA SERLENGA, RABII BRAHIM
 

trailer video: https://vimeo.com/342052544
 

in repertorio

con RABII BRAHIM E GISELDA RANIERI

coreografia GISELDA RANIERI

video ALESSANDRO PENTA

regia ANNA SERLENGA

produzione ALDES, CORPS CITOYEN

HO(ME)_project è un progetto multidisciplinare che vuole porsi in dialogo con le comunità locali dei diversi spazi di cui, di volta in volta, si appresta ad abitare e di cui sarà ospite. HO(ME) vuole partire dalle persone e alle persone ri-tornare.
Focus del progetto è indagare il concetto di casa non solo come luogo fisico, ma anche e perlopiù simbolico, iconico e intimo e come questo sia relazionato a un processo identitario, quindi relativo al soggetto. Da qui il titolo HO(ME) che fa leva sul duplice rimando al termine inglese designante il luogo ‘casa’ , ma anche, attraverso un gioco grafico, alla tematica identitaria di cui questo topos è portatore.
Casa, qui, intesa come locus ossia un luogo concettuale e immaginario, ma sempre reale.
Il progetto finale HO(ME) sarà uno spettacolo dal vivo i cui principali linguaggi sono la danza e il teatro con coinvolgimento di composizioni in live-scoring e un lavoro drammaturgico sulle immagini (video mapping/proiezioni). A fianco alla produzione teatrale si pongono poi le altre due facce del lavoro: i workshop con la cittadinanza e la raccolta di materiali durante il processo creativo che darà vita a un’installazione mobile e connessa alla performance teatrale.
In quest’epoca di estrema fluidità sentita e imposta (lavorativa, geografica, esistenziale) è possibile costruire e coltivare uno spazio che quando non fisico sia almeno interiore e che possiamo denominare CASA?
Le ragioni da cui parte questo lavoro sono strettamente personali, ma ci hanno portati a notare e riflettere su un sentire che abbiamo scoperto essere condiviso in questo preciso momento storico. Un sentire e vivere il luogo ‘casa’ per il quale in italiano non abbiamo un’accezione specifica e che invece gli anglofoni chiamano home differenziandola da house.
Da qui una serie di domande, pensieri e riflessioni legate a questa che è anche un’immagine: cos’è casa? Cosa significa costruirne una? Come si fa? Da dove si parte? E’ un valore assoluto o relativo perché culturale? Come cambia a seconda dei target geografici e generazionali? Qual è la differenza tra home e house? Ma soprattutto, cosa significa sentirsi a casa?
Un concetto ampio da indagare con cura e attenzione che reputiamo fondamentale nel senso etimologico del termine “fondamenta” ossia base da cui costruire un senso identitario e/o di appartenenza.

 

3 progetti in uno

HO(ME)_project si presenta come un triplice progetto costituito da: interviste, workshop con la cittadinanza, produzione teatrale. Tre fasi differenti, ma interconnesse fra loro e potenzialmente, ma non obbligatoriamente cronologiche.

> Interviste
HO(ME)_project vuole partire dalle persone e alle persone ritornare. Attraverso delle interviste registrate poste ai membri della comunità di riferimento, raccogliamo parole, pensieri, filosofie intorno a questo concetto ascoltando le diverse voci, conservando e tenendo traccia delle relative sfumature di visione che emergeranno.

> Laboratori di cittadinanza
Il progetto prevede una serie di laboratori organizzati nei luoghi cardine rilevati in fase preliminare di ricerca. Questi laboratori sono rivolti alla cittadinanza e hanno il duplice scopo di raccolta di materiali e di prima verifica in direzione performativa dei
materiali artistici raccolti.

> Docu film/installazione
Grazie alla collaborazione col videomaker Alessandro Penta e alla fotografa Valentina Quintano, tutto il materiale raccolto nella prima fase del progetto creerà un’installazione visiva e un docu-film che concluderà il percorso di HO(ME)_project, ma che potrà anche avere vita propria trovando altre vie di visibilità.

> HO(ME) _ tappe di lavoro
Il progetto è stato ospitato in residenza presso gli spazi di CAMPO TEATRALE a Milano a marzo e aprile 2018, dove ha sviluppato i primi elementi linguistici e formali del proprio alfabeto performativo.
In seguito è stato programmato in due Festival caratterizzati da una forte vocazione comunitaria e partecipativa: Altofest nella sua edizione per Valletta Capitale della Cultura 2018, Trasparenze Festival 2018 a Modena e CROSS Festival di Verbania nel 2019
 

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Enrico Pastore / Rumorscena (28-06-2019)
PAC - Paneacqua Culture (19-06-2019)

 

Laura Bevione / PAC - Paneacqua Culture / 19-06-19

"... I performer si mescolano ai condomini, ne intercettano desideri e nostalgie e, insieme, li riversano in una performance articolata e partecipata, che riesce a tradurre nei linguaggi dell’arte – la danza, il video, la performance – testimonianze che, in tal modo, acquistano maggiore potenza e verità..."

Enrico Pastore / Rumorscena /28-06-2019

"(...) Attraverso un’indagine effettuata con gli abitanti si è scoperta una mappa di desideri, ricordi, immagini tra passato e futuro, dialoghi tra vecchie e nuove generazioni che forniscono un umano e commovente ritratto della vita sociale del piccolo quartiere. (...) Affascinante la dinamica imprevista che si è venuta a creare attraverso le interazioni con gli eventi casuali apparsi sulle facciate delle case contigue al condominio. Da questa restituzione si è profilato un progetto che meriterebbe una ulteriore produzione che possa sviluppare una performance più completa. Di particolare interesse è l’indagine non diretta verso particolari categorie di popolazione (over ‘60, richiedenti asilo, studenti) ma prende come oggetto una intera piccola comunità formata da vecchi e giovani, verbanesi e non, da cui emerge un’immagine delle relazioni che le persone instaurano tra loro e in rapporto al territorio che abitano (...)".

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