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ENCICLOPEDIA (1991)

progetto di Roberto Castello

fuori repertorio

progetto ed esecuzione ROBERTO CASTELLO

musiche originali DANIELE BERTOTTO

scenografia LUCIANO PANDIANI

costumi MARIA DE JONG

luci ILDA ROSATI

organizzazione ILARIA BARONTINI

produzione SUTKI, CONSORZIO SETTIMO-VOLTAIRE, TEE, DRODESERA FESTIVAL, ALDES

“Enciclopedia” è una sequenza di brevi assoli ispirati alla danza degli anno ’20/’30 nella quali i danzatori-coreografi usavano confrontarsi con i grandi temi della vita e della morte.   
“Enciclopedia” è una sorta di quaderno di esercizi di stile che non ricerca una purezza formale, né l’affermazione di uno specifico stile di danza, ma piuttosto prova a creare con gli spettatori un rapporto di divertita complicità dove la coreografia, con le sue esagerazioni, sdolcinatezze e assurdità, diventa lo strumento per giocare con le grandi idee che regolano la nostra vita. 

 

ESTRATTI STAMPA DA RECENSIONI  >>>

Rita Henss - Frankfurter Allegemeine Sonntagszeitung 5/5/1991

"..Per ben un'ora e mezza Roberto Castello ha "sfogliato" la sua "enciclopedia" in un modo pieno di umorismo, vario ed avvincente dal punto di vista della danza e della (panto)mimica, ed è passato dalla toga alla morbida veste alla Palucon, dall'abito scuro al grembiule di plastica verde che scopriva tutta la parte posteriore del corpo, dal ministraccetto al perizoma..."

Vittoria Ottolenghi - Paese Sera 31/5/1991

"...(Enciclopedia) ricorda un po', nella struttura, e nel clima estetico, certi geniali collages musicali di Luciano Berio, fatti di deliziose citazioni (o omaggi, se volete) a cose già create da altri..."

Rossella Battisti - L'Unità - 1/6/1991

'... Castello passa in rassegna atteggiamenti e pose dei pionieri della danza contemporanea... Enciclopedia li ricalca su una falsariga divertentissima, un occhio raffinato al cinema muto e l'altro, obliquo, su certi vezzi della danza di oggi. Castello, poi, ne è interprete nitido nel dettaglio tecnico come nella sfumatura metaforica...'

Leonetta Bentivoglio - La Repubblica - 1/6/1991

'... Sulla base di tale modello, nella più ricercata esplorazione dei materiali primari del far danza, come inseguendo il nocciolo, la verità più grezza di un linguaggio che interroga e provoca di continuo la sua storia, Castello ironizza, gioca di allusioni, mescola travestimenti in pastiches postmoderni, sfida il proprio io in un'avventura di rabbioso humor...' 

Marcantonio Lucidi - Il Messaggero - 1/6/1991

'...Colui che cerca, senza mai dimenticare di prendere in giro se stesso, gli altri, la propria ricerca, possiede doni di visione grandangolare... Castello si impone di procedere per scatti di fantasia, in uno show che accoglie, oltre alla danza, anche la parola, il gesto, il travestimento, e persino il teatro... Castello sembra qui proporre una danza dove il significato della coreografia viene prima della danza stessa, in un distacco completo da qualsiasi formalismo estetizzante...'

Claudia Allasia - La Repubblica (Torino) 18/7/1991

"...Un teatro-danza denso di significati e profondamente significante, ma che non aborre il formalismo virtuosistico, sia pure dissacrato dall'ironia, condivisa da un pubblico complice e divertito"

Claudia Apostolo - La Gazzetta del Piemonte 18/7/1991

'...Quella che si disegna di quadro in quadro è una poetica in pillole, che dichiara un'attenzione divisa tra l'interiorità e l'apparenza, quello che si sente dentro, la propria formazione culturale e la lucidità necessaria per affrontare il mondo'

Sergio Trombetta - La Stampa 19/7/1991

"... "Enciclopedia" è una passerella anche ironica delle ricerche, le manie, i tic e le paranoie della danza del '900; è una rassegna colta e comica del sapere gestuale di questo secolo..."

Avvenire 19/7/1991

".. Da segnalare a parte l'avvincente esibizione di Roberto Castello... attimi di immobilità scultorea o brevi racconti danzati, eseguiti con attraente e sciolta espressività, perfetto governo del corpo e continua invenzione figurativa..."

Elisa Vaccarino - Il Giorno 26/7/1991

"...Insomma un catalogo declinato con ironico understatement, come è nelle corde di questo danzatore colto..."

Alberto Testa - La Repubblica 15/8/1991

"...Il primo nome che mi viene in mente è quello di un grande danzatore degli anni trenta e quaranta e anche oltre, Harald Kreutzberg, ma l'impressionismo di Castello si colora di tinte più sfumate non cosÌ icastiche, quasi si stempera e s'anima di una leggerezza vaga, sottile, rincorre una sua fantasia poetica che parte certamente dall'intelligenza, da una personale sensibilità, dall'osservazione acuta per farsi gioco folleggiante, sapido e divertente. Il pubblico li ha festeggiati con molto calore..."

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