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DISPERSO (2004)

parte VII de IL MIGLIORE DEI MONDI POSSIBILI

progetto ALDES

fuori repertorio

progetto ROBERTO CASTELLO, ALESSANDRA MORETTI, PAOLO ATZORI, NICOLE LEGHISSA, AMBRA SENATORE, STEFANO QUESTORIO, MARTA ZOLLET

live video PAOLO ATZORI

organizzazione SIMONA CAPPELLINI

produzione ALDES, FESTIVAL FABBRICA EUROPA 2004, FESTIVAL DRODESERA 2004

con il sostegno di Mibac MINISTERO per i Beni e le Attività Culturali / Dip. Spettacolo, REGIONE TOSCANA / Sistema Regionale dello Spettacolo

durata 1 ora ca.

Tema di questo capitolo è la riflessione sulla ‘forma spettacolo’. La creazione è stata di conseguenza affrontata non dando per scontato che uno spettacolo debba per forza essere costituito da interpreti che agiscono di fronte a un pubblico seduto.
Il lavoro ha così finito per assumere la forma che fra tutte è parsa più appropriata a rappresentare il presente: quella di un intervento fortemente interattivo che esiste grazie all’attiva collaborazione degli spettatori e alla loro disponibilità a lasciare tracce scritte, fotografiche e video che concorrano a formare un affresco collettivo dei pensieri, dei desideri e della quotidianità della piccola comunità di spettatori che di volta in volta si viene a formare.

E. Ste. – Trentino- 30 Luglio 2004

"(…) Anche Castello, per Centrale Fies 2004 sceglie la tecnologia, ma riesce a dare una piccola lezione di come questa possa essere messa al servizio dei contenuti.(…) Al contrario del reality show, che insegue acriticamente la realtà nel suo fluire ad uso di voyeur, "Disperso" invita a fermare un frammento della propria vita e a riflettere su di esso, a chiedersi perché qui e ora si è messa in gioco quella specifica parte di sé o addirittura a scoprire di sé una parte sconosciuta.(…)”

Paola Rosà – L’Adige – 28 Luglio 2004

"(…) I rimandi teorici sono altrettanto forti delle suggestioni quotidiane, da Joseph Beuys alla D’Eusanio, da Leibnitz al Grande Fratello, ma a differenza di altre provocazioni, “Disperso” poggia sulla solidità di un cammino che il coreografo piemontese trapiantato in Toscana ha percorso con i piedi per terra, col fiato sul collo della contemporaneità. Per questo raccoglie senza sottrarre, smaschera senza denudare; e alla scabrosità di un presente frastornato dai vortici della falsa comunicazione, contrappone la freschezza di un ascolto che, nel registrare il caos e la paura, la vanità e il pudore, incornicia immagini e parole nei contorni sfumati dell’effimero: come quelle impronte che gli spettatori lasciano all’entrata sulla sabbia, le stesse che sono costretti a calpestare uscendo dalla stanza.”

Luca Bucciarelli – Whipart online – 29 Giugno 2006

"(…) Uno spettacolo che indaga sull'identità nella modernità, un "viaggio" del tutto personale nel proprio io e in quello collettivo. Chiunque acceda a quest'esperienza, nonostante essa manchi di un reale filo conduttore, troverà nel proprio immaginario una via di comprensione della moderna idea di forma d'arte.”

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