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CARNE TRITA (2011)

CONCERTO PER VOCE E DANZA

progetto, regia, coreografia ROBERTO CASTELLO

 

fuori repertorio

danza e voce MARIA FRANCESCA GUERRA, ALESSANDRA MORETTI, FABIO PAGANO, GISELDA RANIERI, IRENE RUSSOLILLO

luci e fonica LUCA TELLESCHI

collaborazione disegno luci PAOLO RODIGHIERO

produzione ALDES in collaborazione con Fondazione Università di Ca' Foscari/Teatro di Ca' Foscari e Associazione Didee (TO)

con il sostegno di MINISTERO per i Beni e le Attività Culturali / Direz. Generale per lo spettacolo dal vivo, REGIONE TOSCANA/Sistema Regionale dello Spettacolo

 

Carne trita è un concerto - una composizione di movimenti, visi, gesti e voci - che utilizza la figura umana per uno stralunato, e tutto sommato divertito, inno all'insensatezza del destino; un omaggio alla bellezza, alla pazienza, alla mitezza, alla fatica, alla tenacia e all'indignazione delle moltitudini di chi non ha motivi per credere nella possibilità di un futuro desiderabile.

fasi della creazione:
 

> studio per il 'primo movimento':
12 luglio '11 Festival La Piattaforma, Torino

> studio per il 'primo e secondo movimento':
18 agosto '11 Festival OperaEstate, Bassano (VI)
5 settembre '11 Festival Short Theatre, Roma 

> DEBUTTO:
5-6 ottobre 2011 Teatro di Cà Foscari, Venezia

 

La Gazzetta di lucca – Igor Vazzaz – 22 novembre 2011

“(…) Una follia metodica e che non disdegna un certo umorismo (sono varie le risate strappate a un pubblico assai ben disposto) attraversa tutta la sequenza di quadri cui i cinque performer danno vita: dalla dimensione animalesca all’automazione robotica (la lenta avanzata di Fabio Pagano dal fondo sino al proscenio), dalla frenesia collettiva alla marcatura grottesca. La muscolarità dei danzatori bene si piega all’esigenza absurdista di Castello, alla sua ludica immaginazione (de)compositiva. Notevole il lavoro vocale dei cinque in scena: dalla fonazione gutturale ai falsetti, l’alternanza di frequenze crea panorami sonori sorprendenti, spazi d’immaginazione che disegnano vere e proprie scene, ben al di là di un’illuminazione quasi sempre neutra. Si chiude tra gli applausi convinti e le numerose chiamate del pubblico.(…)”

Teatro e critica – Sergio Lo Gatto – 12 settembre 2011

“ (…) il ritmo composto in scena da Castello è quasi sempre perfettamente calibrato. Sopravvive la ricerca sul fermo immagine e sulla gestualità a rallentatore, ma stavolta il funzionamento automatico dei movimenti viene declinato sul rapporto azione-reazione tra i vari interpreti. Divertente, originale e di grande puntualità è la ricerca di un nuovo modo per esplorare il vocabolario espressivo dei tipi umani e dei luoghi comuni che li rendono tali. La sperimentazione vocale è davvero il punto di forza di questo lavoro, quello che va oltre la “semplice” tecnica e si abbandona all’ascolto, un ottimo modo per fare dello spettatore il vertice in cui chiudere il triangolo. (…)”

Teatro e critica – Simone Nebbia – 6 settembre 2011

“ (…) Più avanti sarà il tempo di Aldes/Roberto Castello e troveremo la sua performance Macello e lo studio per i due movimenti di Carne trita, vedremo cioè uno dei più interessanti percorsi della ricerca sul teatro-danza, che mi conquista perché quello di Castello è un linguaggio riconoscibile che non dimentica mai la compresenza, non cede ad estetizzazioni e coltiva una ricerca mai esclusiva improntata sul credo che la leggerezza sia elemento fondante di chi fa le cose seriamente. (…)”

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