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PRIMI PASSI SULLA LUNA (2010)

project by ANDREA COSENTINO

current repertory

by/with ANDREA COSENTINO

direction in collaboration with ANDREA VIRGILIO FRANCESCHI

artistic collaboration VALENTINA GIACHETTI

production ALDES / AKRÒAMA (2018), Pierfrancesco Pisani (2010)

in collaboration with Kilowatt Festival, Litta_Produzioni, Teatro Forsennato

with the support of MIBACT/Direzione Generale Spettacolo dal vivo, REGIONE TOSCANA/Sistema Regionale dello Spettacolo

length 60 min.

(it)
Lo sbarco sulla luna dà il la a una schiera di improbabili personaggi per discettare di sosia viterbesi di Armstrong e torri gemelle, monoliti, alieni e spiritualità, scimmie, tapiri e licantropi. Ma l’allunaggio della notte del 20 luglio del ’69 è anche l’evento mediatico attraverso il quale misurare l’inattingibilità del reale in un’epoca la cui verità coincide con il suo darsi in rappresentazione.
Al cuore del tutto uno squarcio di storia intima, che ha a che fare con la paternità e le fragilità dell’infanzia.
Contro la sete di realtà, lo spettacolo conduce in un viaggio surreale, esilarante e struggente, portato avanti al tempo imperfetto, che è il tempo dei giochi e dei sogni, e che si dissolve al presente.

Laura Novelli, Il Giornale

“[...] uno spettacolo lunare. […] Un cabaret postmoderno, insomma, dove l’estroso artista abruzzese (ormai da tempo stabilitosi a Roma) verifica con coraggioso spirito di ricerca lo stile drammaturgico e recitativo già profuso nei precedenti lavori...”

Antonio Audino, Il Sole 24 Ore

“[...] sembra di essere arrivati al grado zero della rappresentazione. Cosentino decide di portare alle estreme conseguenze la dissoluzione delle forme e della formalità, anche le più elementari , appartenenti alla giovane scena contemporanea… …il gioco tiene l’attenzione dello spettatore incollata saldamente a quei vari strati di assenza…”

Laura Landolfi, Il Riformista

“[...] Atificio nell’artificio, dunque, in uno spettacolo che avrebbe dovuto avere il tempo verbale dei sogni che è anche il tempo del gioco e dunque il tempo del teatro. “Facciamo che io ero morti” è il gioco, geniale, di Cosentino che rimanda al “facciamo che voi mi credete”, ovvero il patto fra attori e pubblico all’origine del teatro. Un patto che, nella ricerca dell’autore, condotta nei piccoli teatri attenti alle nuove drammaturgie ma che meriterebbe ben altre piazze…”

Andrea Pocosgnich, Teatro e Critica

“[...] E’ la capacità affabulatoria di Cosentino che si determina lì in quel momento davanti al pubblico, è una corda tesa tra il narratore e i suoi spettatori…Il risultato è uno spettacolo vivo, imperdibile, fatto di pancia e cervello, godibilissimo in tutte le sue parti che mostra un “Cosentino drammaturgo” maturo e coraggioso.”

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