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>>> sabato 7 dicembre, h19.30, allo SPE - Spazio Performatico ed Espositivo
della Tenuta Dello Scompiglio di Vorno (Capannori, Lucca)

DEBUTTA "LILA – A Symphony about Life and Death"il nuovo progetto di Stefano Questorio in collaborazione con Spartaco Cortesi.
LILA è un organismo ibrido, una visione in bilico tra la performance, la danza e l’installazione di corpi e suono.. 

http://www.delloscompiglio.org/it/cultura/della-morte-e-del-morire/2019/dicembre/stefano-questorio.html

  

 

  >>> Comunicato Stampa (scaricabile: .doc)


Dopo aver portato un po’ d’Africa in Italia con la creazione di “Mbira”, dal 19 al 26 novembre Roberto Castello porterà la danza italiana in Africa, Mozambico proseguendo così un percorso che vede l’arte coreografica come linguaggio ideale per abbattere o almeno indebolire confini culturali.  Nell’ambito di un progetto di cooperazione promosso dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali presenterà alla Kinani International Contemporary Dance Platform lo spettacolo “In girum imus nocte et consumimur igni”, un laboratorio per gli artisti locali e raccoglierà, con il giornalista Graziano Graziani, materiale per una produzione audiovisiva.

Roberto Castello prosegue la rotta verso l’Africa. Dopo il tour - manifesto per la “buona accoglienza culturale” di “Mbira”, sua ultima creazione, in scena a Milano e Roma nelle ultime settimane (e oggetto di un servizio televisivo a cura di Save the date, che andrà in onda anche su Rai3 il 19 novembre, alle 01.00 circa) Castello ribalta il punto di vista recandosi in Africa con ALDES, la sua compagnia, per presentare un pezzo di danza contemporanea italiana al pubblico e gli artisti locali di Maputo, in Mozambico. Sarà infatti ospite, dal 19 al 26 novembre della Kinani International Contemporary Dance Platform, dove il 20 novembre andrà in scena “In girum imus nocte et consumiur igni” (in tour internazionale dal 2017 e che dopo Seoul, in Corea, Montpellier, in Francia e questa tappa africana sarà ad Arezzo per Invito di Sosta l’8 dicembre e al Teatro Bellini di Napoli, il 14 e 15 dicembre). Dal 22 al 26 novembre è previsto inoltre un workshop dedicato agli artisti del luogo. L’operazione si svolge nell’ambito di un progetto di cooperazione culturale promosso dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali. Scopo del progetto, oltre a quello di presentare un‘opera italiana in una delle principali piattaforme di danza contemporanea dell’Africa australe è quello di conoscere la scena della danza contemporanea africana perché, a differenza di quanto suggerisce l’immaginario comune su un paese che si vuole sottosviluppato non solo dal punto di vista economico la vita artistica di alcune città africane è estremamente ricca e interessante. È animata da giovani, figli di una classe colta e cosmopolita, che spesso ha la possibilità di viaggiare e integrare la propria formazione in Europa e USA, in Cina e in India. L’idea di questa visita è quindi quella di prendere parte ad una scena vivace, già frequentata da altri paesi europei (e meno dall’Italia, fino ad ora), per stabilire spazi di collaborazione e scambio. Per questa ragione Castello ha deciso di farsi accompagnare da Graziano Graziani, scrittore, giornalista, documentarista e conduttore radiofonico: il soggiorno prevede infatti la raccolta di materiali audiovisivi per approfondire in seguito le basi di questo primo incontro e condividere con il pubblico e i programmatori italiani una scena artistica tanto lontana quanto meritevole di attenzione.

 “Mbira”, realizzato in coproduzione con il Teatro della Cooperativa di Milano, con il sostegno di Mibact, Regione Toscana, Romaeuropa, con la partnership della rivista Nigrizia e che sarà al Teatro della Tosse di Genova per Resistere e Creare il 3 dicembre, al Teatro Toselli di Cuneo il 19 dicembre, e ai Cantieri Teatrali Koreja di Lecce il 21 di dicembre offre svariati spunti di riflessione sul nostro rapporto con l’Africa e con le culture che non conosciamo ed è un’altra maniera di guardare allo stesso tema che si intende sviluppare con il progetto in Mozambico. Tema caro a Castello fin dalle origini della sua carriera, negli anni ’80, e che continua a frequentare attraverso la sua “danza critica”, come è stata definita da Attilio Scarpellini: la necessità di indebolire le etichette, i confini culturali, che si tratti di quelli fra la danza e il teatro o di quelli le culture di diversi paesi, i cui confini geografici sono mere convenzioni anche se una certa politica italiana, oggi, tenta in tutte le maniere di dimostrare il contrario. Argomento quindi particolarmente attuale che Castello, negli ultimi anni, ha trattato anche con i progetti di cooperazione culturale con il Libano e la Palestina sostenuti dal MIBACT e dal MAE e con il Bando Migrarti. Gli esiti positivi di queste esperienze del 2018 hanno portato a queste nuove tappe incentrate sull’Africa. 

Dice Roberto Castello, di ritorno dalla Francia e in partenza per il Mozambico: “Sono particolarmente felice di questo momento di lavoro, dell’invito ricevuto dal Théâtre des 13 vents di Montpellier, centro dedicato alla drammaturgia e non alla coreografia, ai Rencontres des arts de la scène en Méditérranées, della scorsa settimana, invito che è un ottimo esempio del possibile superamento della distinzione tra danza e teatro, segno che alcune categorie, nello specifico quelle fra danze e teatro possono essere felicemente abbattute. Le categorie apparentemente ci fanno sentire tranquilli in pratica impoveriscono qualunque discorso si decida di affrontare, dovremmo aprirci alla possibilità che la nostra maniera di guardare alla realtà non sia l’unica possibile. Questo è il tema che tento di sviluppare anche con Mbira e portando la mia compagnia in Africa, questa settimana. Voglio lavorare sul tentativo di essere un po’ più “accoglienti” dal punto di vista emotivo e intellettuale per poi esserlo di più nella prassi quotidiana. La danza è uno dei migliori strumenti per “allenarsi” a cambiare punto di vista”.

Su Mbira: LINK
Su Ingirum imus nocte et consumimur igni: LINK

ALDES_Comunicazione
Alessandra Moretti
moretti@aldesweb.org -  3483213503

 

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>>> Comunicato Stampa

"MILANO ROMA MAPUTO… e ritorno"

(CARTELLA STAMPA scaricabile .doc + FOTO scaricabile)

Roberto Castello apre la rotta verso l’Africa. Porta in scena Mbira, in un tour - manifesto per la “buona accoglienza culturale”, che parte da Milano al Teatro della Cooperativa, dal 25 al 27 ottobre, e prosegue a Roma, nel quadro della 34° edizione di Romaeuropa Festival fra l’1 e il 9 novembre, toccando una serie di palcoscenici periferici o non convenzionali quali SpinTime, Spazio Hangar 238, Nuovo Cinema Palazzo e Teatro Biblioteca Quarticciolo. Partner dell’iniziativa la rivista Nigrizia.
Il viaggio, non solo metaforico, proseguirà poi dal 19 al 26 novembre a Maputo, quando la compagnia di Castello, con il giornalista Graziano Graziani, si sposterà nella capitale del Mozambico per presentare il suo “In girum imus nocte et consumiur igni”, incontrare gli artisti locali e produrre una serie di reportages sulla scena artistica locale nell’ambito di un progetto di cooperazione culturale promosso dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali.

“Mbira” vede in scena due danzatrici, Giselda Ranieri e Ilenia Romano, e un duo musicale composto da Marco Zanotti, percussionista (uno dei maggiori conoscitori ed estimatori italiani di musica africana) e Zam Moustafà Dembelé, griot, cantante e polistrumentista maliano (tamanì e kora) e virtuoso del balafon. Combinando la forma del concerto con danze e parola (di cui si fa carico lo stesso Castello, sulla scena) “Mbira” sfugge alle categorie convenzionali dello spettacolo dando vita ad una struttura drammaturgia semplice e accessibile a chiunque che conduce progressivamente gli spettatori, da una dimensione contemplativa, ad un momento finale di festa e di partecipazione spontanea.
In tempi in cui molti sembrano sedotti dalla xenofobia agitata dalla peggiore politica, “Mbira” prova a spiegare quanto irragionevole sia la presunzione di superiorità della cultura occidentale, come esistano modi di guardare al mondo e all’arte sostanzialmente diversi da quelli cui siamo abituati, quanto profondamente la cultura africana in realtà abbia influenzato il mondo intero e quanto forse, al di là di antichi pregiudizi, dall’Africa e dalla sua cultura si potrebbe anche imparare qualcosa di importante.
L’arte è intesa qui come efficace strumento di mediazione, così come in “Mbira” musica e danza sono veicoli “popolari” per riflettere su ciò che sappiamo o non sappiamo dell’Africa: “facilitazioni” per avvicinarci a tematiche delicate e complesse.

Potrebbe essere intitolato “Fuori dai teatri”, il tour di Roberto Castello/ALDES che si terrà a cavallo fra Milano e Roma fra fine ottobre e inizi di novembre, se non si temesse di tradire quanto di buono il teatro sa ancora portare anche nei teatri. Salta però agli occhi che tre delle cinque tappe del progetto, siano un palazzo occupato, un ex sala da biliardo e un tendone da circo, e che la sesta tappa sia l’Africa stessa. Come a dire di un paradosso contemporaneo su cui Castello pone l’accento: per essere efficaci con il teatro, oggi è necessario uscire dai teatri. Per tornare ad avere una connessione con la realtà, una funzione sociale rilevante, per riconquistare un pubblico fatto non solo di addetti ai lavori bisogna andare là dove sono le persone che poco o per niente si riconoscono nella definizione di pubblico.

Per questo, il tour parte da Milano il 25, 26 (h20.30) e 27 ottobre (h17.00) nel popolare quartiere di Niguarda, presso il Teatro della Cooperativa, una realtà che condivide con ALDES l’idea di un teatro che deve parlare a tutti, che ha quindi coprodotto lo spettacolo e i cui testi sono cofirmati da Renato Sarti e Castello, con la collaborazione di Andrea Cosentino.

L’1 novembre (h21.30) il tour proseguirà a Roma, al Nuovo Cinema Palazzo, lo spazio sociale di San Lorenzo che occupato nel 2011 ha scongiurato l’apertura di un casinò.

Il 2 e 3 novembre (h21.00) toccherà l’Hangar 238, un tendone da circo allestito a Montesacro grazie alla collaborazione con l’Assessorato alla cultura del III Municipio nel quadro di un intero fine settimana di iniziative e laboratori legati all’Africa.

Il 4 novembre (h21.00) approderà al Teatro Biblioteca del Quarticciolo, grazie alla collaborazione con l'Associazione Spellbound, per concludersi il 9 novembre (h 21.00) allo Spin Time, un palazzo che dà casa a 150 famiglie in difficoltà, sostenute anche dalle attività del suo centro culturale.

Queste sono le cinque realtà che compongono l’estemporanea rete di spettacolo “non teatrale” che si è spontaneamente costituita per questa occasione, tutte strutture che operano in territori socialmente complessi ma solo apparentemente marginali. Sono infatti tutte preziosi laboratori in cui si sperimentano nuovi modi per rimettere in contatto le sempre più estese aree di difficoltà economica e sociale con un’offerta culturale di qualità. Lo stesso intento che ha mosso ALDES a realizzare “Mbira”, ovvero quello di cercare un modo per uscire dal ghetto di un sistema teatrale prigioniero della propria autoreferenzialità. Una rete nata spontaneamente per cui la cultura non è un mezzo per generare proventi ma per contribuire concretamente a creare contesti sociali con una qualità della vita migliore per tutti, italiani e stranieri.

Questo insolito progetto non sarebbe stato possibile senza i partner che hanno voluto contribuire a realizzare questa sorta di “manifesto della buona accoglienza culturale”, prima ancora di voler condividere il tour di uno spettacolo, a partire dal sostegno attivo della rivista Nigrizia. Un manifesto idealmente condiviso anche dalla 34esima edizione di Romaeuropa, uno fra i principali festival teatrali italiani, che ha deciso di contribuire concretamente alla realizzazione dell’iniziativa, dal Municipio Roma III, rappresentato dal suo assessore alla cultura Christian Raimo, che da subito ha accolto questa azione di “politica non verbale” di Castello (concetto che dà il titolo anche a un blog da lui ideato: 93% - materiali per una politica non verbale www.novantatrepercento.it) e dall'Accademia Nazionale di Danza, che, oltre a condividere le finalità del progetto, tra poche settimane sarà in Mozambico e ha in corso col Mali un progetto 'Erasmus KA107', dell’Unione Europea.

Fa da sponda dialettica a questo tour di “Mbira” (che sarà poi al Teatro della Tosse di Genova il 3 dicembre nell'ambito di Resistere e Creare, al Teatro Toselli di Cuneo il 19 dicembre e ai Cantieri Teatrali Koreja di Lecce il 21 di dicembre) la presenza di Castello con la sua compagnia e con il giornalista Graziano Graziani a Maputo, in Mozambico, dal 19 al 26 novembre, nel quadro di un progetto di Cooperazione Culturale del MIBAC nell'anno “Italia, culture, Africa” pensato per aprire un dialogo con gli artisti del luogo e realizzare nel contempo reportages sulla scena artistica locale.

ALDES_Comunicazione

Alessandra Moretti
moretti@aldesweb.org
T. +39 3483213503

 

 

 

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> MBIRA, concerto di musica e danza,
ultima creazione di Roberto Castello

prossime date:

25-26-27/10/19 Teatro della Cooperativa, Milano
1/11/19 Nuovo Cinema Palazzo, Roma (IT)*
2-3/11/19 Hangar 238 / Circo Rosso, Roma (IT)*
4/11/19 Teatro Biblioteca Quarticciolo, Roma (IT)*
9/11/19 Spin Time, Roma (IT)*
3/12/19 Resistere e Creare / Teatro della Tosse, Genova
19/12/19 Teatro Toselli, Cuneo
21/12/19
Cantieri Teatrali Koreja, Lecce

* nel quadro di Romaeuropa Festival

 

 

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>>> le PROSSIME DATE di IN GIRUM... di R. Castello
 

05/10/19 SiDance Festival, Seoul (KR)
16/11/2019
Théâtre des 13 vents CDN, Montpellier (FR)
20/11/19 Kinani Festival, Maputo (MZ)
08/12/2019
Invito di Sosta, Arezzo (IT)
14-15/12/19 Teatro Bellini, Napoli (IT)
01/02/2020 Teatro Morlacchi, Perugia (IT)

 

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  > 7/1/2019
Doppio riconoscimento del Premio Ubu 2018 ad ALDES: Premio Speciale al progetto ALDES e Premio Speciale ad Andrea Cosentino. Siamo felici di condividere con spettatori e addetti ai lavori che seguono la nostra attività questi due importanti riconoscimenti.

La motivazione del premio ad ALDES: per il costante lavoro di ricerca coreografica unito alla ricerca di nuovi pubblici e per aver dato vita ad un vivaio di talenti nel campo della danza contemporanea che è divenuto riferimento a livello nazionale e ha saputo creare una cifra artistica riconoscibile, ma non ancorata alla singola poetica di un unico artista.

Per Andrea Cosentino la giuria si è così espressa: Andrea Cosentino, per la sua lunga opera di decostruzione dei linguaggi televisivi attraverso la clownerie, e in particolare per Telemomò, che attraversa i suoi lavori da anni.

La premessa alla base dei risultati è la qualità delle creazioni degli artisti che oggi fanno parte di ALDES e che sono Caterina Basso, Roberto Castello, Marco Chenevier, Andrea Cosentino, Aline Nari, Elena Pisu, Stefano Questorio, Giselda Ranieri, Giacomo Verde e Francesca Zaccaria.

Roberto Castello, al suo terzo riconoscimento da parte del Premio fondato da Franco Quadri (1985 Premio Speciale Ubu con Sosta Palmizi per “Il Cortile”,  2003 Ubu Miglior Spettacolo della stagione nella sezione teatro-danza per “Il migliore dei mondi possibili”) ha così commentato: “Lo considero un premio alla tenacia di tutti gli artisti, gli organizzatori e i tecnici che hanno contribuito a fare sì che ALDES oggi sia quello che è, ma anche alla tenacia di tutti gli autori di danza contemporanea della mia generazione. A metà degli anni '80 siamo partiti letteralmente da zero, in un sistema teatrale che non prevedeva nulla che ci somigliasse e, molto lentamente, siamo riusciti a conquistarci un piccolo spazio, che prima non era mai esistito, fra balletto e prosa. Per riuscirci abbiamo dovuto inventarci tutto a tutti i livelli: estetico, organizzativo, comunicativo. Questo Premio Ubu dimostra che questo spazio oggi è riconosciuto da tutta la critica nazionale. Sono stati tanti infatti in questa edizione i Premi Ubu assegnati ad artisti che, come noi, operano al di fuori delle categorie tradizionali dello spettacolo.
Il nostro principale merito credo sia stato soprattutto quello di non avere mai smesso di combattere per un teatro senza distinzioni di genere, un teatro d'arte che cerchi sempre di anteporre la ricerca del senso a quella del consenso.”

Andrea Cosentino, nel ritirare il Premio ha detto: “Per quanto riguarda Telemomò, la mia televisione autarchica a filiera corta, devo confessare che la mia vera ambizione era vincere un Telegatto. E poi c'è il clown, quello che nasce nel circo equestre per cadere da cavallo; il mio tentativo è da sempre stato quello di essere incapace, osceno, fuori posto, sghembo, in sintesi inadeguato alla scena.
Ecco, ricevere un premio Ubu, dopo tanti anni di questa mia personale ricerca dell'antiteatralità, mi fa pensare che da qualche parte devo avere sbagliato.”