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  > > > “TEMPI MODERNI - La commedia rivista’’

DAL 23 LUGLIO AL 2 AGOSTO
spettacoli nelle corti di Capannori (LU)
- Da un’idea di Roberto Castello -

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evento FB
Comunicato Stampa (.doc)
 

Trentuno spettacoli animeranno sette corti del comune di Capannori nelle serate dal 23 luglio al 2 agosto. È la nuova rassegna teatrale estiva 'Tempi Moderni - La commedia rivista' ideata da Roberto Castello e prodotta da ALDES / SPAM! con il sostegno e il patrocinio del Comune di Capannori e in collaborazione con Officine della Cultura di Arezzo e la Caritas Diocesana di Lucca, che mira a innescare un circolo virtuoso di scambio artistico e popolare in un’ottica di comunità e solidarietà.

Nata dalla riflessione sul come continuare a far cultura e dall’esigenza di attivare azioni concrete per porre argine al vuoto venutosi a creare con la crisi della pandemia, Tempi moderni è la rassegna che vuole partire da un’indagine di territorio, pensata appositamente per il Comune di Capannori, costituito da molte case di corte.

Il  progetto, che omaggia esplicitamente il celebre film del ’36 dove un giovane Charlie Chaplin si districava con una serie di acrobazie tra gli enormi ingranaggi di una fabbrica, si compone di 4 mini-spettacoli della durata di mezz’ora ciascuno, tutti pensati per andare in scena nel pieno rispetto delle norme di distanziamento anti-Covid.
Creazioni agili, veloci, leggere e brillanti, diverse fra loro nel contenuto ma tutte con la medesima struttura: un attore/attrice e un danzatore/danzatrice si esibiscono in alternanza, a ritmi serrati – ouverture, primo atto, intermezzo, secondo atto, finale – su una pedana di 2x2 metri, con esigenze tecniche quasi nulle, dando vita a un’opera snella, di comicità impegnata, che si ispira allo spettacolo popolare dei primi del ‘900 e si interroga sul tema della “ricchezza” e del “valore”: cosa oggi ha, o non ha più, senso?

Rivolta ad un pubblico di ogni tipo ed ogni età, la rassegna prevede di non adottare la solita formula del pagamento del biglietto per assistere allo spettacolo, operazione tra le altre cose complicata per la gestione dell’esperimento. In un’ottica di gratificazione del lavoro, di senso di comunità dove ognuno offre qualcosa, gli artisti in questo caso la loro arte, si vedrà un pubblico a cui verrà chiesto di onorare il lavoro degli artisti con ortaggi, pasta, dentifricio… cioè prodotti dell’orto, cibo e/o beni di prima necessità. Una pratica di responsabilizzazione sociale e collettiva. Verrà accettato tutto, tranne il denaro e la raccolta verrà ritirata sul posto e immessa nel circuito  della Caritas per poi essere distribuita a persone e famiglie in difficoltà.

La progettualità solidale del lavoro non si esaurisce però nella risposta del pubblico agli artisti, l’intera struttura del progetto è infatti pensata per una agilità e una sostenibilità economica che aspirano a conseguenze benefiche in primo luogo per gli artisti e i tecnici stessi. L’intento di ALDES e Officine della Cultura è infatti quello di riservare una particolare attenzione anche alla distribuzione delle risorse di lavoro, offrire più opportunità possibili, in considerazione della difficile situazione del settore, suddividendo le risorse disponibili fra il maggior numero possibile di soggetti.La scelta di una struttura di spettacolo elementare, svelta e agile, permette infatti di coinvolgere un numero elevato di professionisti nella costruzione e realizzazione delle rappresentazioni. Tutti i professionisti che danno vita al progetto percepiscono una eguale cifra di compenso, con l’obiettivo di riservare una speciale attenzione alla distribuzione delle risorse di lavoro. Una valutazione di carattere occupazionale che aspira a favorire una struttura di guadagno paritaria, che renda possibile tentare di occuparsi di teatro anche in questi, senza dubbio complicati, tempi moderni.
La collaborazione tra ALDES e Officine della Cultura fa sì che il progetto Tempi Moderni,  si arricchisca con 'Colmi, Lazzi, Scherzi, Inezie', un omaggio di Officine della Cultura a Ettore Petrolini. Uno “spettacolo viaggiante” che si integra perfettamente con le poetiche del progetto e che in alcune serate si abbinerà ai quattro mini spettacoli portando in giro la comicità sprezzante e moderna (pur se concepita nei primi del ‘900) di Petrolini. Un camioncino scenografato che si fa palcoscenico e trasporta 5 teatranti musicisti: Stefano Ferri e i Solisti della Orchestra Multietnica di Arezzo: Luca Roccia Baldini (contrabbasso), Massimo Ferri (chitarra), Gianni Micheli (clarinetto), Mariel Tahiraj (violino).

“ Tempi Moderni – La commedia rivista” è un primo passo fuori dal tempo complesso di un’emergenza sanitaria che, a tutt’oggi, piega le ginocchia di vaste zone del nostro mondo con più di otto milioni di contagi – spiega Roberto Castello - . Un evento di tale portata e gravità non potrà che ridisegnare le strade delle arti, andando a incidere profondamente su quanto, prima di questa esperienza, avevamo dato per assodato, scontato, acquisito. Proprio nei momenti di crisi, però, la chiamata alla riflessione sui meccanismi di produzione e diffusione della cultura si fa più che mai urgente. In un tempo in cui la necessità clinica del distanziamento impone nuovi modi e spazi alla socialità, Tempi moderni vuole rispondere a questa chiamata dimostrando che il teatro, arte dell’assembramento e dello stare insieme per eccellenza, può essere ancora la chiave dell’incontro e dello scambio umano, nel pieno rispetto delle norme anti-Covid”.

A costruire l’architettura e portare in scena questo teatro che si sposta sono: 4 drammaturghi – Samuele Boncompagni, Andrea Cosentino, Riccardo Goretti e Marcela Serli – che scrivono per 4 attori – Marco Brinzi, Silvia Frasson, Mariano Nieddu e Caterina Simonelli – e 4 danzatori – Erica Bravini, Riccardo De Simone, Giselda Ranieri e Ilenia Romano – che si esibiscono sulle creazioni di 4 musicisti – Enrico Fink Quartet, Gaudats Junk band, Stefano Giannotti e Filippo Paolini aka Økapi – con coreografie di Roberto Castello. I costumi sono di Desirée Costanzo.

“I testi saranno brillanti, divertenti, leggeri e/o comici - prosegue Roberto Castello - un teatro popolare contemporaneo portato in scena da professionisti che non hanno timore di girare di corte in corte, esibendosi anche davanti a chi a teatro non va mai. È evidente come non sia possibile in queste situazioni prevedere il pagamento di un biglietto. Di qui l’idea di chiedere al pubblico di contraccambiare lo spettacolo con prodotti dell’orto, cibo  e altri beni di prima necessità, affinché siano distribuiti a chi si trova in difficoltà economiche trasformando quindi in qualche modo, con una sorta di magia, i fondi per lo spettacolo dal vivo in fondi per la solidarietà sociale”.

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'Tempi Moderni - La commedia rivista' è una rassegna curata e realizzata da ALDES / SPAM! in collaborazione con Officine della Cultura di Arezzo, con il sostegno di Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Regione Toscana, Comune di Capannori, Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca e la collaborazione della Caritas Diocesiana di Lucca.

 

Il programma:
 

gio 23 luglio
h 20.00 Corte Luporini (Santa Margherita) La finale delle schiappe
h 21.30 Cortaccia (Badia di Cantignano) Per i bischeri non c’è paradiso
h 21.30 Piazza Del Rio (Ruota) La finale delle schiappe

ve 24 luglio
h 20.00 Aia Saponati (Matraia) La finale delle schiappe
h 20.00 Corte Speziale (Segromigno in Monte) Per i bischeri non c’è paradiso
h 21.30 Corte Cristo (Lammari) Per i bischeri non c’è paradiso
h 21.30 Corte Biagetti (Marlia) La finale delle schiappe

sa 25 luglio
h 20.00 Corte Luporini (Santa Margherita) Per i bischeri non c’è paradiso
h 21.30 Cortaccia (Badia di Cantignano) La finale delle schiappe
h 21.30 Piazza Del Rio (Ruota) Per i bischeri non c’è paradiso

do 26 luglio
h 20.00 Aia Saponati (Matraia) Per i bischeri non c’è paradiso
h 20.00 Corte Speziale (Segromigno in Monte) La finale delle schiappe
h 21.30 Corte Cristo (Lammari) La finale delle schiappe
h 21.30 Corte Biagetti (Marlia) Per i bischeri non c’è paradiso

gio 30 luglio
h 20.00 Corte Luporini (Santa Margherita) Evasioni
h 21.30 Cortaccia (Badia di Cantignano) Voglio cambiare lavoro
h 21.30 Piazza del Rio (Ruota) Evasioni

ve 31 luglio
h 20.00 Aia Saponati (Matraia) Evasioni
h 20.00 Corte Speziale (Segromigno in Monte) Voglio cambiare lavoro
h 21.30 Corte Cristo (Lammari) Voglio cambiare lavoro
h 21.30 Corte Biagetti (Marlia) Evasioni

sa 1 agosto
h 20.00 Corte Speziale (Segromigno in Monte) Evasioni
h 20.00* Corte Luporini (Santa Margherita) Colmi, Lazzi, Scherzi, Inezie + Voglio cambiare lavoro
h 21.00* Cortaccia (Badia di Cantignano) Colmi, Lazzi, Scherzi, Inezie + Evasioni
h 22.00* Piazza Del Rio (Ruota) Colmi, Lazzi, Scherzi, Inezie + Voglio cambiare lavoro

do 2 agosto
h 20.00 Aia Saponati (Matraia) Voglio cambiare lavoro
h 21.30 Corte Cristo (Lammari) Evasioni
h 21.30 Corte Biagetti (Marlia) Voglio cambiare lavoro

*doppio spettacolo

 

> Per informazioni:

T. 3483213504 – info@spamweb.it
Comunicazione / uff. stampa:  Erika Cofone - erika.cofone@gmail.com T. 3408150053 
Comunicazione web: Alessandra Moretti - moretti@aldesweb.org T. 3483213503
Web: www.spamweb.it
FB SPAM!: https://www.facebook.com/spamweb/

> evento FB: https://www.facebook.com/events/273537517074392/

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 > > > segnaliamo con piacere l'uscita del 17esimo numero di 93% - materiali per una politica non verbale. Abbiamo deciso di dedicarlo per intero a una persona che di politiche non verbali si è occupata, instancabilmente e gioiosamente, per tutta la vita: Giacomo Verde.

Giacomo è scomparso il 2 maggio 2020. Oltre che – come lo ha definito qualcuno – «l’ultimo artista popolare del mondo», è stato per noi un compagno di molte avventure, nel teatro quanto nella vita. Al suo lavoro, alla sua intelligenza e alla sua rivoluzione tenacemente non istituita dedichiamo questo approfondimento, composto di 11 interventi di artisti, studiosi e critici che hanno condiviso un tratto del suo percorso, e che hanno risposto con prontezza e passione al nostro invito a raccontare ciascuno una faccia, un segreto, un ricordo di Giacomo Verde.

La lista di interventi avrebbe certamente potuto essere perfino più lunga di questa, perché Giacomo nella sua vita si è occupato davvero di tutto, tanto che sul suo sito – www.verdegiac.org – oltre a uno sterminato curriculum, aveva messo a disposizione ben tre versioni di “curriculum breve” che fra di loro hanno in comune un’unica informazione: «Dal 1998 vive a Lucca». Certi che tracciare una immagine a tutto tondo della sua vastissima ed eclettica produzione rimanga un’impresa pressoché impossibile, ci affidiamo alla cura e all’affetto delle ricostruzioni che del suo percorso fanno per noi in questo numero Massimo Marino, Marco Martinelli ed Ermanna Montanari, Anna Maria Monteverdi, Renzo Boldrini, Carlo Infante, Lello Voce, Valentina Valentini, Igor Vazzaz, Dalila D’Amico.

Apre questa fila di riflessioni l’editoriale di Roberto Castello, e conclude il direttore Graziano Graziani scrivendo dell’ultima opera teatrale di Giacomo, il Piccolo Diario dei Malanni. Il saluto di chiusura è, non casualmente, un contributo video, ad opera di Studio Azzurro.
Proprio in un momento storico in cui la discussione sulla rete, la connettività e il web come fenomeno collettivo assumono un’urgenza inedita nel dibattito pubblico, Giacomo Verde, che nel suo lavoro ha scardinato ogni retorica del video e dell’Internet, si rivela per ciò che è sempre stato: un pioniere della filosofia del virtuale. Per questo e per altre numerose ragioni, questo numero di 93% gli è dedicato.

 

 

> dal 25 al 29 maggio h19.50
su Radio3 Rai - Tre soldi
8 giorni a Maputo - appunti sulla scena artistica del Mozambico
un radiodocumentario in 5 puntate, di Graziano Graziani
realizzato durante il tour di ALDES in Mozambico al Kinani Festival 2019 di Maputo
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per ascoltare i podcast delle puntate >>> Podcast 

Il Mozambico è un mosaico di culture, antiche e moderne, coloniali e tradizionali, che si mescolano in un panorama unico. Il festival Kinani, una piattaforma biennale di danza contemporanea che si svolge a Maputo, è oggi uno dei motori del rinnovamento artistico, che cerca di connettere le nuove generazioni ai linguaggi della scena internazionale. Se infatti la scena artistica del paese è vastissima, la difficoltà maggiore per le giovani generazioni è viaggiare all'estero e confrontarsi coi loro coetanei del resto del mondo. In un paese tra i più poveri dell'Africa, con un'enorme differenza tra le città e le zone rurali, dove manca l'acqua corrente, la danza e la musica rappresentano un'occasione di innovazione, riscatto e riflessione sui problemi che attraversa il mozambico contemporaneo. (vai al podcast).

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 20 maggio / Manifest'Azione per Giacomo Verde
a cura di Dalila D'Amico

Giornata in memoria dell'artista Giacomo Verde
dalle 10.00 alle 22.00 sulla
pagina fb del Teatro Biblioteca Quarticciolo

Il 20 Maggio il Teatro Biblioteca Quarticciolo in collaborazione con ALDES dedica un ritratto  all'artivista Giacomo Verde, scomparso di recente.
Fra i pionieri dell'arte elettronica e digitale italiana, regista, performer, poeta e attivista, Giacomo Verde ha attraversato dagli anni '80 fino agli ultimi giorni della sua vita molteplici territori artistici con un approccio critico, creativo e sovversivo nei confronti dei diversi media impiegati. Tre costanti hanno permeato la ricerca dell'artista: il ribaltamento di ogni limite in opportunità creativa, la continuità tra l'arte e la vita, la creazione di comunità.

Per  tracciare un percorso, in maniera gioiosa e collettiva la pagina fb del Teatro Biblioteca Quarticciolo dalle ore 10.00 alle ore 22.00 pubblicherà pensieri, video, fotografie e articoli di artisti che hanno collaborato con Giacomo Verde. Questa collezione di dediche online sarà intervallata da due dirette streaming realizzate in dialogo con artisti, studiose e studiosi che racconteranno  l'inconfondibile e dirompente carica estetica dell'artista.

PROGRAMMA

Dalle ore 10.00 alle ore 22.00
un pensiero per Giac
(contributi di artisti e artiste)

Ore 17.00 DIRETTA STREAMING
Carlo Infante (docente di Performing Media e fondatore di Urban Experience) in conversazione con Renzo Boldrini (autore e regista)

Ore 18.30 DIRETTA STREAMING
Dalila D'Amico in conversazione con Tommaso Verde (figlio e Presidente dell'archivio Giacomo Verde), Anna Maria Monteverdi (esperta in digital performance e video teatro e ricercatrice in Discipline dello Spettacolo), Andrea Balzola Multimedia e Teatro (drammaturgo, regista e docente di drammaturgia multimediale), Sandra Lischi (Prof.ssa di Cinema, Fotografia e Televisione), Silvana Vassallo (curatrice, gallerista, studiosa di arte contemporanea Roberto Castello (coreografo e co-fondatore di ALDES)

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La scorsa notte Giacomo Verde se ne è andato.
Uno dei nostri amici più cari, un artista e intellettuale caparbiamente anticonformista, profondo, generoso e tenero, una delle persone cui più vogliamo bene ha - come lui ha detto in occasione della scomparsa di un amico comune - bucato le nuvole. L’ha fatto con la leggerezza di sempre dopo una lunga malattia.
Per più di 20 anni con Giacomo abbiamo collaborato, discusso, condiviso progetti, passato feste comandate, ci siamo persi e ritrovati più volte, ma soprattutto abbiamo riso tantissimo.
In questo tempo sospeso non sappiamo quando sarà possibile incontrarsi per ricordarlo insieme come è dovuto a chi come lui, con la sua disarmante sincerità e gentilezza, ha saputo guadagnarsi l’affetto profondo di così tante persone così diverse.

Per chi volesse passare ancora un’ora in sua compagnia, dal 6 maggio è possibile vedere il video integrale de Il piccolo diario dei malanni il suo ultimo toccante lavoro teatrale, nella sezione #TDRonline del Teatro di Roma, che lo ha pubblicato come sentito omaggio all'artista. Da quel momento in poi il video resterà visibile al link https://youtu.be/VY4Kc1Gy8T4

Il suo sito è invece sempre visibile all’indirizzo www.verdegiac.org

 

Alessandra Moretti e Roberto Castello
2 maggio 2020
 

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qui il comunicato stampa

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  >>> AUDIZIONE <<<

ALDES cerca 1 danzatrice/danzatore per il secondo cast di Mbira e 4/6 danzatrici/danzatori per la nuova produzione di Roberto Castello.
Le prove della nuova produzione sono previste, con calendario da definire, a partire da settembre 2020, anteprima nel gennaio 2021.

termine invio candidature: 17 aprile 2020

PRESELEZIONE

Requisiti
danzatrici/danzatori tra i 20-35 anni
ottima preparazione tecnica
ottima forma fisica
capacità attoriali
attitudine all'improvvisazione

Modalità di partecipazione
Inviare entro e non oltre il 17 aprile 2020 - solo ed esclusivamente in allegato - a aldes.calls@gmail.com :
1. Modulo di iscrizione compilato in ogni sua parte
2. Curriculum Vitae in formato europeo, completo di studi ed esperienze lavorative
3. N° 2 fotografie recenti: un primo piano e una figura intera (max 2Mb ognuna)

N.B.:
Non saranno prese in considerazione domande inviate ad indirizzi diversi da aldes.calls@gmail.com o in qualsiasi modo difformi dalle richieste.

Tutti i candidati riceveranno un’email col responso della preselezione.
L’audizione prevede diverse fasi prima di un incontro dal vivo, le modalità saranno comunicate ai selezionati contestualmente alla risposta.

Non sarà possibile rispondere ad alcuna richiesta di precisazioni. 
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  >>> " La danza italiana in Africa.." (nov. 2019)

Comunicato Stampa (scaricabile: .doc)


Dopo aver portato un po’ d’Africa in Italia con la creazione di “Mbira”, dal 19 al 26 novembre Roberto Castello porterà la danza italiana in Africa, Mozambico proseguendo così un percorso che vede l’arte coreografica come linguaggio ideale per abbattere o almeno indebolire confini culturali.  Nell’ambito di un progetto di cooperazione promosso dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali presenterà alla Kinani International Contemporary Dance Platform lo spettacolo “In girum imus nocte et consumimur igni”, un laboratorio per gli artisti locali e raccoglierà, con il giornalista Graziano Graziani, materiale per una produzione audiovisiva.

Roberto Castello prosegue la rotta verso l’Africa. Dopo il tour - manifesto per la “buona accoglienza culturale” di “Mbira”, sua ultima creazione, in scena a Milano e Roma nelle ultime settimane (e oggetto di un servizio televisivo a cura di Save the date, che andrà in onda anche su Rai3 il 19 novembre, alle 01.00 circa) Castello ribalta il punto di vista recandosi in Africa con ALDES, la sua compagnia, per presentare un pezzo di danza contemporanea italiana al pubblico e gli artisti locali di Maputo, in Mozambico. Sarà infatti ospite, dal 19 al 26 novembre della Kinani International Contemporary Dance Platform, dove il 20 novembre andrà in scena “In girum imus nocte et consumiur igni” (in tour internazionale dal 2017 e che dopo Seoul, in Corea, Montpellier, in Francia e questa tappa africana sarà ad Arezzo per Invito di Sosta l’8 dicembre e al Teatro Bellini di Napoli, il 14 e 15 dicembre). Dal 22 al 26 novembre è previsto inoltre un workshop dedicato agli artisti del luogo. L’operazione si svolge nell’ambito di un progetto di cooperazione culturale promosso dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali. Scopo del progetto, oltre a quello di presentare un‘opera italiana in una delle principali piattaforme di danza contemporanea dell’Africa australe è quello di conoscere la scena della danza contemporanea africana perché, a differenza di quanto suggerisce l’immaginario comune su un paese che si vuole sottosviluppato non solo dal punto di vista economico la vita artistica di alcune città africane è estremamente ricca e interessante. È animata da giovani, figli di una classe colta e cosmopolita, che spesso ha la possibilità di viaggiare e integrare la propria formazione in Europa e USA, in Cina e in India. L’idea di questa visita è quindi quella di prendere parte ad una scena vivace, già frequentata da altri paesi europei (e meno dall’Italia, fino ad ora), per stabilire spazi di collaborazione e scambio. Per questa ragione Castello ha deciso di farsi accompagnare da Graziano Graziani, scrittore, giornalista, documentarista e conduttore radiofonico: il soggiorno prevede infatti la raccolta di materiali audiovisivi per approfondire in seguito le basi di questo primo incontro e condividere con il pubblico e i programmatori italiani una scena artistica tanto lontana quanto meritevole di attenzione.

 “Mbira”, realizzato in coproduzione con il Teatro della Cooperativa di Milano, con il sostegno di Mibact, Regione Toscana, Romaeuropa, con la partnership della rivista Nigrizia e che sarà al Teatro della Tosse di Genova per Resistere e Creare il 3 dicembre, al Teatro Toselli di Cuneo il 19 dicembre, e ai Cantieri Teatrali Koreja di Lecce il 21 di dicembre offre svariati spunti di riflessione sul nostro rapporto con l’Africa e con le culture che non conosciamo ed è un’altra maniera di guardare allo stesso tema che si intende sviluppare con il progetto in Mozambico. Tema caro a Castello fin dalle origini della sua carriera, negli anni ’80, e che continua a frequentare attraverso la sua “danza critica”, come è stata definita da Attilio Scarpellini: la necessità di indebolire le etichette, i confini culturali, che si tratti di quelli fra la danza e il teatro o di quelli le culture di diversi paesi, i cui confini geografici sono mere convenzioni anche se una certa politica italiana, oggi, tenta in tutte le maniere di dimostrare il contrario. Argomento quindi particolarmente attuale che Castello, negli ultimi anni, ha trattato anche con i progetti di cooperazione culturale con il Libano e la Palestina sostenuti dal MIBACT e dal MAE e con il Bando Migrarti. Gli esiti positivi di queste esperienze del 2018 hanno portato a queste nuove tappe incentrate sull’Africa. 

Dice Roberto Castello, di ritorno dalla Francia e in partenza per il Mozambico: “Sono particolarmente felice di questo momento di lavoro, dell’invito ricevuto dal Théâtre des 13 vents di Montpellier, centro dedicato alla drammaturgia e non alla coreografia, ai Rencontres des arts de la scène en Méditérranées, della scorsa settimana, invito che è un ottimo esempio del possibile superamento della distinzione tra danza e teatro, segno che alcune categorie, nello specifico quelle fra danze e teatro possono essere felicemente abbattute. Le categorie apparentemente ci fanno sentire tranquilli in pratica impoveriscono qualunque discorso si decida di affrontare, dovremmo aprirci alla possibilità che la nostra maniera di guardare alla realtà non sia l’unica possibile. Questo è il tema che tento di sviluppare anche con Mbira e portando la mia compagnia in Africa, questa settimana. Voglio lavorare sul tentativo di essere un po’ più “accoglienti” dal punto di vista emotivo e intellettuale per poi esserlo di più nella prassi quotidiana. La danza è uno dei migliori strumenti per “allenarsi” a cambiare punto di vista”.

Su Mbira: LINK
Su Ingirum imus nocte et consumimur igni: LINK

ALDES_Comunicazione
Alessandra Moretti
moretti@aldesweb.org -  3483213503

 

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>>> Comunicato Stampa (ott. 2019)

"MILANO ROMA MAPUTO… e ritorno"

(CARTELLA STAMPA scaricabile .doc + FOTO scaricabile)

Roberto Castello apre la rotta verso l’Africa. Porta in scena Mbira, in un tour - manifesto per la “buona accoglienza culturale”, che parte da Milano al Teatro della Cooperativa, dal 25 al 27 ottobre, e prosegue a Roma, nel quadro della 34° edizione di Romaeuropa Festival fra l’1 e il 9 novembre, toccando una serie di palcoscenici periferici o non convenzionali quali SpinTime, Spazio Hangar 238, Nuovo Cinema Palazzo e Teatro Biblioteca Quarticciolo. Partner dell’iniziativa la rivista Nigrizia.
Il viaggio, non solo metaforico, proseguirà poi dal 19 al 26 novembre a Maputo, quando la compagnia di Castello, con il giornalista Graziano Graziani, si sposterà nella capitale del Mozambico per presentare il suo “In girum imus nocte et consumiur igni”, incontrare gli artisti locali e produrre una serie di reportages sulla scena artistica locale nell’ambito di un progetto di cooperazione culturale promosso dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali.

“Mbira” vede in scena due danzatrici, Giselda Ranieri e Ilenia Romano, e un duo musicale composto da Marco Zanotti, percussionista (uno dei maggiori conoscitori ed estimatori italiani di musica africana) e Zam Moustafà Dembelé, griot, cantante e polistrumentista maliano (tamanì e kora) e virtuoso del balafon. Combinando la forma del concerto con danze e parola (di cui si fa carico lo stesso Castello, sulla scena) “Mbira” sfugge alle categorie convenzionali dello spettacolo dando vita ad una struttura drammaturgia semplice e accessibile a chiunque che conduce progressivamente gli spettatori, da una dimensione contemplativa, ad un momento finale di festa e di partecipazione spontanea.
In tempi in cui molti sembrano sedotti dalla xenofobia agitata dalla peggiore politica, “Mbira” prova a spiegare quanto irragionevole sia la presunzione di superiorità della cultura occidentale, come esistano modi di guardare al mondo e all’arte sostanzialmente diversi da quelli cui siamo abituati, quanto profondamente la cultura africana in realtà abbia influenzato il mondo intero e quanto forse, al di là di antichi pregiudizi, dall’Africa e dalla sua cultura si potrebbe anche imparare qualcosa di importante.
L’arte è intesa qui come efficace strumento di mediazione, così come in “Mbira” musica e danza sono veicoli “popolari” per riflettere su ciò che sappiamo o non sappiamo dell’Africa: “facilitazioni” per avvicinarci a tematiche delicate e complesse.

Potrebbe essere intitolato “Fuori dai teatri”, il tour di Roberto Castello/ALDES che si terrà a cavallo fra Milano e Roma fra fine ottobre e inizi di novembre, se non si temesse di tradire quanto di buono il teatro sa ancora portare anche nei teatri. Salta però agli occhi che tre delle cinque tappe del progetto, siano un palazzo occupato, un ex sala da biliardo e un tendone da circo, e che la sesta tappa sia l’Africa stessa. Come a dire di un paradosso contemporaneo su cui Castello pone l’accento: per essere efficaci con il teatro, oggi è necessario uscire dai teatri. Per tornare ad avere una connessione con la realtà, una funzione sociale rilevante, per riconquistare un pubblico fatto non solo di addetti ai lavori bisogna andare là dove sono le persone che poco o per niente si riconoscono nella definizione di pubblico.

Per questo, il tour parte da Milano il 25, 26 (h20.30) e 27 ottobre (h17.00) nel popolare quartiere di Niguarda, presso il Teatro della Cooperativa, una realtà che condivide con ALDES l’idea di un teatro che deve parlare a tutti, che ha quindi coprodotto lo spettacolo e i cui testi sono cofirmati da Renato Sarti e Castello, con la collaborazione di Andrea Cosentino.

L’1 novembre (h21.30) il tour proseguirà a Roma, al Nuovo Cinema Palazzo, lo spazio sociale di San Lorenzo che occupato nel 2011 ha scongiurato l’apertura di un casinò.

Il 2 e 3 novembre (h21.00) toccherà l’Hangar 238, un tendone da circo allestito a Montesacro grazie alla collaborazione con l’Assessorato alla cultura del III Municipio nel quadro di un intero fine settimana di iniziative e laboratori legati all’Africa.

Il 4 novembre (h21.00) approderà al Teatro Biblioteca del Quarticciolo, grazie alla collaborazione con l'Associazione Spellbound, per concludersi il 9 novembre (h 21.00) allo Spin Time, un palazzo che dà casa a 150 famiglie in difficoltà, sostenute anche dalle attività del suo centro culturale.

Queste sono le cinque realtà che compongono l’estemporanea rete di spettacolo “non teatrale” che si è spontaneamente costituita per questa occasione, tutte strutture che operano in territori socialmente complessi ma solo apparentemente marginali. Sono infatti tutte preziosi laboratori in cui si sperimentano nuovi modi per rimettere in contatto le sempre più estese aree di difficoltà economica e sociale con un’offerta culturale di qualità. Lo stesso intento che ha mosso ALDES a realizzare “Mbira”, ovvero quello di cercare un modo per uscire dal ghetto di un sistema teatrale prigioniero della propria autoreferenzialità. Una rete nata spontaneamente per cui la cultura non è un mezzo per generare proventi ma per contribuire concretamente a creare contesti sociali con una qualità della vita migliore per tutti, italiani e stranieri.

Questo insolito progetto non sarebbe stato possibile senza i partner che hanno voluto contribuire a realizzare questa sorta di “manifesto della buona accoglienza culturale”, prima ancora di voler condividere il tour di uno spettacolo, a partire dal sostegno attivo della rivista Nigrizia. Un manifesto idealmente condiviso anche dalla 34esima edizione di Romaeuropa, uno fra i principali festival teatrali italiani, che ha deciso di contribuire concretamente alla realizzazione dell’iniziativa, dal Municipio Roma III, rappresentato dal suo assessore alla cultura Christian Raimo, che da subito ha accolto questa azione di “politica non verbale” di Castello (concetto che dà il titolo anche a un blog da lui ideato: 93% - materiali per una politica non verbale www.novantatrepercento.it) e dall'Accademia Nazionale di Danza, che, oltre a condividere le finalità del progetto, tra poche settimane sarà in Mozambico e ha in corso col Mali un progetto 'Erasmus KA107', dell’Unione Europea.

Fa da sponda dialettica a questo tour di “Mbira” (che sarà poi al Teatro della Tosse di Genova il 3 dicembre nell'ambito di Resistere e Creare, al Teatro Toselli di Cuneo il 19 dicembre e ai Cantieri Teatrali Koreja di Lecce il 21 di dicembre) la presenza di Castello con la sua compagnia e con il giornalista Graziano Graziani a Maputo, in Mozambico, dal 19 al 26 novembre, nel quadro di un progetto di Cooperazione Culturale del MIBAC nell'anno “Italia, culture, Africa” pensato per aprire un dialogo con gli artisti del luogo e realizzare nel contempo reportages sulla scena artistica locale.

ALDES_Comunicazione

Alessandra Moretti
moretti@aldesweb.org
T. +39 3483213503

 

 

 

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> MBIRA, concerto di musica e danza,
ultima creazione di Roberto Castello

prossime date:

25-26-27/10/19 Teatro della Cooperativa, Milano
1/11/19 Nuovo Cinema Palazzo, Roma (IT)*
2-3/11/19 Hangar 238 / Circo Rosso, Roma (IT)*
4/11/19 Teatro Biblioteca Quarticciolo, Roma (IT)*
9/11/19 Spin Time, Roma (IT)*
3/12/19 Resistere e Creare / Teatro della Tosse, Genova
19/12/19 Teatro Toselli, Cuneo
21/12/19
Cantieri Teatrali Koreja, Lecce

* nel quadro di Romaeuropa Festival

 

 

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>>> le PROSSIME DATE di IN GIRUM... di R. Castello
 

05/10/19 SiDance Festival, Seoul (KR)
16/11/2019
Théâtre des 13 vents CDN, Montpellier (FR)
20/11/19 Kinani Festival, Maputo (MZ)
08/12/2019
Invito di Sosta, Arezzo (IT)
14-15/12/19 Teatro Bellini, Napoli (IT)
01/02/2020 Teatro Morlacchi, Perugia (IT)

 

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  > 7/1/2019
Doppio riconoscimento del Premio Ubu 2018 ad ALDES: Premio Speciale al progetto ALDES e Premio Speciale ad Andrea Cosentino. Siamo felici di condividere con spettatori e addetti ai lavori che seguono la nostra attività questi due importanti riconoscimenti.

La motivazione del premio ad ALDES: per il costante lavoro di ricerca coreografica unito alla ricerca di nuovi pubblici e per aver dato vita ad un vivaio di talenti nel campo della danza contemporanea che è divenuto riferimento a livello nazionale e ha saputo creare una cifra artistica riconoscibile, ma non ancorata alla singola poetica di un unico artista.

Per Andrea Cosentino la giuria si è così espressa: Andrea Cosentino, per la sua lunga opera di decostruzione dei linguaggi televisivi attraverso la clownerie, e in particolare per Telemomò, che attraversa i suoi lavori da anni.

La premessa alla base dei risultati è la qualità delle creazioni degli artisti che oggi fanno parte di ALDES e che sono Caterina Basso, Roberto Castello, Marco Chenevier, Andrea Cosentino, Aline Nari, Elena Pisu, Stefano Questorio, Giselda Ranieri, Giacomo Verde e Francesca Zaccaria.

Roberto Castello, al suo terzo riconoscimento da parte del Premio fondato da Franco Quadri (1985 Premio Speciale Ubu con Sosta Palmizi per “Il Cortile”,  2003 Ubu Miglior Spettacolo della stagione nella sezione teatro-danza per “Il migliore dei mondi possibili”) ha così commentato: “Lo considero un premio alla tenacia di tutti gli artisti, gli organizzatori e i tecnici che hanno contribuito a fare sì che ALDES oggi sia quello che è, ma anche alla tenacia di tutti gli autori di danza contemporanea della mia generazione. A metà degli anni '80 siamo partiti letteralmente da zero, in un sistema teatrale che non prevedeva nulla che ci somigliasse e, molto lentamente, siamo riusciti a conquistarci un piccolo spazio, che prima non era mai esistito, fra balletto e prosa. Per riuscirci abbiamo dovuto inventarci tutto a tutti i livelli: estetico, organizzativo, comunicativo. Questo Premio Ubu dimostra che questo spazio oggi è riconosciuto da tutta la critica nazionale. Sono stati tanti infatti in questa edizione i Premi Ubu assegnati ad artisti che, come noi, operano al di fuori delle categorie tradizionali dello spettacolo.
Il nostro principale merito credo sia stato soprattutto quello di non avere mai smesso di combattere per un teatro senza distinzioni di genere, un teatro d'arte che cerchi sempre di anteporre la ricerca del senso a quella del consenso.”

Andrea Cosentino, nel ritirare il Premio ha detto: “Per quanto riguarda Telemomò, la mia televisione autarchica a filiera corta, devo confessare che la mia vera ambizione era vincere un Telegatto. E poi c'è il clown, quello che nasce nel circo equestre per cadere da cavallo; il mio tentativo è da sempre stato quello di essere incapace, osceno, fuori posto, sghembo, in sintesi inadeguato alla scena.
Ecco, ricevere un premio Ubu, dopo tanti anni di questa mia personale ricerca dell'antiteatralità, mi fa pensare che da qualche parte devo avere sbagliato.”